Pubblicato il 5 Giugno 2019

Osservatorio Europeo dell’infedeltà Femminile 2019

 

Gleeden e Ipof presentano i risultati del nuovo studio
sull’andamento dell’infedeltà in Europa

   



Peccato condannato dalla maggioranza delle religioni, tanto da essere tuttora passibile di lapidazione in alcuni paesi, l’infedeltà femminile ha sempre suscitato un sentimento di biasimo sociale ancor più forte della sua controparte maschile, tanto da meritarsi per lungo tempo sanzioni e punizioni molto più severe. Oggi, in un’epoca in cui movimenti come #Metoo e Times’s Up stanno portando al ripensamento della coppia e della sessualità, Ifop – Institute Français d’Opinion Publique (lstituto di opinione pubblica francese) ha condotto un’ampia ricerca per fare il punto su una pratica che si costituisce, ancora e incontestabilmente, come la più grande trasgressione dei precetti morali legati alla sessualità femminile.

In occasione del suo decimo anniversario di attività, Gleeden – il sito per gli incontri extraconiugali pensato dalle donne, ha cercato di saperne di più su come l’infedeltà femminile sia oggi percepita a livello sociale, in Italia e nei principali paesi europei che costituiscono il cuore della sua community di infedeli e ha commissionato a Ifop l’inchiesta di cui presentiamo oggi i risultati.

Realizzata su un campione internazionale rappresentativo di 5.000 donne europee (di cui 1.000 italiane), la presente ricerca fornisce dati precisi e attendibili attraverso i quali è possibile tracciare una mappa dell’infedeltà femminile in Europa e in Italia, ma anche il profilo tipo della donna infedele e, per estensione, quello dell’uomo che ha più probabilità di venire tradito.

 

1. Nonostante movimenti come Time’s Up e la presa di coscienza a livello sempre più ampio all’interno della società di una disparità di trattamento uomo/donna, l’infedeltà femminile continua ad essere oggetto di un biasimo molto più sentito rispetto alla sua controparte maschile.

In Italia, così come anche nel resto d’Europa, tre quarti delle donne intervistate dichiara che il proprio circolo di conoscenze è in generale molto più scioccato nell’apprendere di una donna che è stata infedele al partner (76% in Europa, 75% in Italia) rispetto alla notizia di un uomo infedele alla compagna (24% in Europa, 25% in Italia).

A dispetto della maggiore apertura mentale circa l’adulterio e, più in generale, sull’uguaglianza di genere anche nella sessualità, la popolazione femminile sembra aver interiorizzato la norma secondo la quale le donne rischiano lo stigma sociale qualora vengano scoperte ad avere relazioni fuori dal matrimonio.

E sintomatico di un condizionamento di genere secondo cui la sessualità femminile diventa illegittima se vissuta al di fuori del vincolo coniugale o della coppia “fissa”, è proprio questo metro di giudizio più severo circa il tradimento femminile, che viene fuori in modo chiarissimo quando si domanda alle donne europee se, a loro volta, si sentono più scioccate di fronte a un uomo oppure a una donna, che sono stati infedeli al partner in determinate situazioni. Le intervistate, ad esempio, ammettono che sarebbero molto più scioccate nello scoprire una donna che ha tradito il compagno mentre aspetta un bambino (55%). Ma lo sarebbero nella stessa percentuale anche di fronte a una donna che tradisce un compagno da cui è già separata da diversi mesi (55%). In particolare le donne italiane, che sembrano condannare l’infedeltà femminile in maggior misura della sua controparte maschile in quasi tutte le situazioni, anche se non duramente come la Spagna o l’Inghilterra.

Le italiane si distinguono infatti dalle immediate vicine francesi e tedesche per una visione molto più rigida del principio di fedeltà, tanto da considerare già una forma di adulterio anche solo immaginare di fare l’amore con una persona che non sia il partner ufficiale (51% rispetto a una media europea del 41%).

Tale rigidità riguardo all’infedeltà in generale, e a quella femminile in particolare, non è tuttavia sorprendente in un paese che, da una parte, è ancora molto tradizionale circa il ruolo della donna nella coppia (es. legislazione sul divorzio, non equa distribuzione dei compiti domestici, non adeguata importanza data al piacere femminile nella coppia, ecc.) e, dall’altra, fa ancora fatica a distaccarsi del tutto dai precetti moralizzatori di una chiesa cattolica che ne ha formato la storia e la cultura.

2) L’infedeltà femminile: un trend stabile ma sempre al di sotto dell’infedeltà maschile

Considerato lo stigma sociale che condanna immediatamente la “debolezza” di una donna rispetto a quella di un uomo, questo osservatorio continua a mostrare come ci sia in Europa una fortissima asimmetria tra i due sessi quando di parla di relazioni extraconiugali. Soprattutto in Italia, dove una donna su 3 (33% contro il 36% in Europa) ammette di aver già avuto un rapporto sessuale al di fuori della coppia. La percentuale di tradimenti femminili resta comunque ben al di sotto di quella maschile, come già osservato a suo tempo da Ifop negli osservatori sull’infedeltà precedenti (in Italia, nel 2014, la percentuale maschile si assestava al 55%).

Nonostante si assista in Europa all’aumento del numero di donne che dichiarano di aver già infranto il principio di esclusività sessuale nella coppia, le donne italiane si distinguono infatti per la percentuale rimasta pressoché invariata negli ultimi 5 anni (34% nel 2014, -1 punto). Al contrario, in Spagna e Francia il tasso di tradimenti femminili è sensibilmente aumentato (30%, +2 punti in Spagna; 37% +5 punti in Francia).

La persistenza di questo divario tra i sessi a livello di infedeltà è, da una parte, il segno di un maggior controllo sociale dei comportamenti sessuali femminili, dall’altra il prodotto della “romanticizzazione” del sesso che vuole le donne incapaci di scindere amore, affetto, senso del dovere e piacere sessuale, come invece fanno gli uomini. Bisogna comunque considerare anche il fatto che, nel corso degli anni, c’è spesso un maggiore “disinvestimento” delle donne nella sfera sessuale – che sorge, in particolare, nella situazione in cui la coppia abbia dei figli e/o in caso di una distribuzione ineguale delle faccende domestiche, con conseguente frustrazione di uno dei due partner – che può aumentare le differenze tra desiderio femminile e maschile e quindi le differenze nel comportamento extraconiugale.

3) Infedelta: una “debolezza” che non accade solo in gioventù

A riprova di quanto detto sopra, è interessante notare come la disuguaglianza al livello di gestione dei compiti domestici e, più in generale, tutti i segnali di défaillance all’interno della vita sessuale e sentimentale della coppia, sono tutte leve capaci di spingere le donne a guardarsi intorno, anche quelle attualmente impegnate in una relazione.

In particolare in Italia, dove la percentuale di donne che è già stata infedele sessualmente al partner attuale (14%) è pari a quella degli altri paesi d’Europa (15%).

Ma quali sono i fattori che contribuiscono in maniera maggiore all’infedeltà?

  • Il valore fisico ed estetico della donna sembra essere la variabile più significativa considerata la percentuale elevata di donne infedeli che dichiarano di avere una corporatura magra (32%), di considerarsi “molto attraenti” in generale (28%) e “più attraenti del partner” nello specifico (26%).
  • L’insoddisfazione sentimentale e sessuale è l’altro fattore determinante, almeno a giudicare dalla percentuale di donne infedeli tra quelle che si dichiarano insoddisfatte della propria vita sentimentale (32%) – così come tra quelle che confessano di provare poco affetto nei confronti del compagno (33%) – e della propria vita sessuale (30%), in particolare quando il partner non mostra alcuna attenzione verso il loro piacere sessuale (30%).
  • Il livello sociale e culturale, con tassi di tradimento più elevati tra le donne più istruite (il 18% ha almeno il diploma maturità) e provenienti dai ceti sociali alti (20%, contro un 14% di donne di estrazione popolare), a dimostrazione del fatto che la forza dello status sociale le rende meno sensibili agli effetti di una cattiva reputazione, ma anche come il loro stile di vita ne aumenti le possibilità di incontro in situazioni sociali o professionali. Una donna che viaggia per lavoro ha più probabilità di conoscere una moltitudine di potenziali amanti, molte di più che una donna con zero o scarsa mobilita professionale, come ad esempio un’operaia.
  • Il luogo di residenza, che favorisce la fedeltà nei piccoli centri a discapito dei grandi agglomerarti urbani (con il 21% di donne infedeli). Anche in questo caso, le donne che vivono nelle grandi città hanno non solo più possibilità di incontrare persone nuove, ma anche di favorire della libertà d’azione e dell’anonimato garantito dalla metropoli. Ecco quindi che la città diventa il luogo ideale dell’infedeltà, anche grazie alla sua intrinseca composizione sociale, fatta di persone che, combinando capitale culturale, risorse economiche e livello professionale, sono anche le più soggette alla tentazione. Da segnalare anche una notevole differenza di comportamento tra le donne che vivono nelle regioni settentrionali e centrali d’Italia (15%) e quelle nel Mezzogiorno (13%).
  • Infine, come ulteriore fattore degno di nota, risulta il livello di stress all’interno della coppia. Nel caso dell’Italia, è interessante osservare come le donne tradiscono maggiormente il partner che contribuisce di più alle faccende domestiche: il tasso di infedeltà è infatti due volte più elevato per le donne con meno compiti (24%) che per quelle a cui è affidata l’intera gestione della casa (12%).

In conclusione, il profilo tipo della donna infedele italiana così come dipinto dai dati: una donna attraente, colta e di alto profilo sociale, che vive in una grande città e per la quale un’avventura extraconiugale rappresenta una via di fuga da una vita di coppia ormai spenta sia sul piano emotivo che su quello sessuale.

4) L’infedeltà femminile: un fenomeno multisfaccettato che non si limita solo al sesso

Se si guarda all’infedeltà nella sua definizione più ampia – e non limitata alla sola trasgressione del principio di esclusività sessuale – la percentuale di donne italiane che si sono concesse una qualche forma di tradimento risulta molto più alta: una donna su due ha già sperimentato una qualche forma di infedeltà mentale (51%, rispetto al 50% della media europea) come ad esempio immaginare di fare l’amore con una persona diversa dal partner (48%, rispetto al 46% della media europea) o di fare l’amore con il partner pensando però ad un’altra persona (29% rispetto al 27% della media europea).

La percentuale di donne italiane che ammette di essersi masturbata pensando a un altro (es. un ex) è invece al di sotto (19%) della media europea (24%), ma questo può essere legato al fatto che la masturbazione femminile in Italia è ancora tabu e quindi meno praticata che negli altri paesi.

A titolo comparativo, quasi una donna su tre (36% in Europa e 32% in Italia) ammette di aver già commesso nel corso della sua vita una qualche forma di infedeltà fisica, come il baciare sulla bocca una persona diversa dal partner ma senza andare oltre (31% in Europa, 28% in Italia), o praticare sesso orale, sempre senza andare oltre. Quest’ultima pratica è comunque in generale abbastanza rara, salvo che in Gran Bretagna (21%) dove il sesso orale è vissuto in maniera molto più libera e disinibita che nei paesi mediterranei.

Quindi, sebbene venir meno al principio di esclusività sessuale rimanga una pratica abbastanza minoritaria per la popolazione femminile europea, ciò non si applica necessariamente ad altre forme d’infedeltà molto più “virtuali”, soprattutto nelle fasce più giovani: il 49% delle italiane con meno di 25 anni ha già commesso un qualche tipo di infedeltà via social network o smartphone, come seguire regolarmente il proprio ex sui social (43%), scambiarsi dei messaggi ambigui via chat (33%) o fare vero e proprio “sexting” con una persona diversa dal partner (25%).

5) L’attrazione fisica e sessuale… quando si parla di infedeltà, le donne sono proprio come gli uomini

Per quale motivo una donna tradisce il suo compagno? La risposta a questa domanda porta alla luce come anche le donne siano fondamentalmente individualiste e impulsive a livello sessuale: oltre una donna italiana su due (55%) spiega l’ultima scappatella come il risultato di un’attrazione fisica e sessuale a cui non ha saputo resistere, segno che l’infedeltà femminile non è necessariamente il risultato di una crisi in seno alla coppia.

I sentimenti verso l’amante (motivo di tradimento per il 41% delle donne europee) hanno similmente un’origine endogena, non per forza legata alla mancanza di attenzioni del coniuge (comunque denunciata dal 43% delle infedeli). La percentuale di donne che ha tradito per vendetta, invece, risulta abbastanza marginale (15% in Europa, 16% in Italia).

In conclusione, la maggior parte delle donne che hanno tradito il partner lo ha fatto per un motivo che con la coppia non c’entra nulla, o che non ha solamente a che fare con eventuali difficoltà nella relazione. In questo, l’indagine ribalta la credenza condivisa che gli uomini tradiscano per soddisfare i loro impulsi sessuali, mentre le donne lo facciano per la mancanza di attenzione del coniuge: esattamente come gli uomini, le donne italiane cercano un amante in primo luogo con lo scopo di soddisfare i loro impulsi sessuali.

6) L’infedeltà femminile: un comportamento vissuto senza sensi di colpa quando è all’origine di una nuova coppia

I dati dimostrano come tradire non sia necessariamente vissuto con il senso di colpa: solo un terzo delle donne europee si pente di averlo fatto, in passato o recentemente (36%). In questo, solo le inglesi si distinguono dal resto d’Europa con una percentuale di rimpianti del 48%, decisamente più elevata che in altri paesi del bacino mediterraneo come l’Italia (30%) o la Francia (30%).

E proprio riguardo all’Italia, è interessante osservare come le donne che vivono nel sud del paese siano quelle che sentono di più il senso di colpa (47% nel Mezzogiorno), a differenza di quelle provenienti dalle regioni del Centro o del Nord Italia (24%).

Questo rapporto disinibito con l’infedeltà c’entra sicuramente con il fatto che per molte delle donne intervistate non si è trattato solamente dell’avventura di una notte. Per circa quattro europee su dieci (39%) – e una italiana su tre (37%) – l’amante è infatti diventato il partner ufficiale.

In questo caso l’infedeltà non può essere spiegata come la sola ricerca del piacere: potrebbe, invece, essere stata un periodo di transizione volto alla ricerca di un nuovo potenziale partner fisso, riportando quindi la “debolezza” nel quadro della relazione sentimentale stabile. In generale, il fatto che una parte significativa delle storie extraconiugali sia alla genesi di molte nuove coppie dimostra la forza del concetto di “coppia” e delle aspettative legate alla vita coniugale: le donne, invece che piangere sulle ceneri di una relazione finita, preferiscono focalizzare le proprie energie in una nuova storia senza dover aspettare la fine della precedente.

L’analisi di François Kraus, responsabile Ifop

Francois Kraus

«Alla luce di questi risultati, che ci hanno permesso di comparare il comportamento delle donne italiane con quello delle loro vicine europee, è chiaro come il cliché del maschio latino, spavaldo e che va di fiore in fiore, rispetto alla donna razionale e con i piedi per terra sia abbastanza fondato. Se gli uomini italiani, infatti, continuano ad essere i più infedeli d’Europa (Osservatorio Ifop/Gleeden 2014 e 2016), le donne del Belpaese risultano, al contrario, le più fedeli, segno che l’adulterio in Italia non è ancora vissuto in modo egualitario, ma segue ancora un modello di tradizione patriarcale. .

In un paese ancora fondamentalmente impregnato di cultura cattolica, dove una vita di coppia al di fuori di un contesto matrimoniale, le unioni civili e il ricorso al divorzio restano pratiche molto più limitate rispetto agli altri paesi europei, l’avventura extraconiugale rimane l’unica alternativa alla monogamia forzata, anche se praticata molto meno dalle donne e molto più dagli uomini.

Ecco perché l’infedeltà femminile costituisce in Italia, ancora più che altrove, un importante simbolo di conquista e di indipendenza sessuale per le donne, dimostrando come anch’esse, al pari degli uomini, siano in grado di agire secondo i propri desideri e per assecondare le proprie pulsioni.

E, rivelando come l’infedeltà nasca principalmente dalla pura ricerca del piacere, per le donne come per gli uomini, la presente ricerca porta alla luce come le donne italiane stiano piano piano adottando un approccio sempre più edonistico alla loro sessualità, in completa rottura con quei precetti morali ancora troppo radicati secondo i quali nessuna attività sessuale ha senso e ragione al di fuori del contesto matrimoniale».

François KRAUS, direttore del dipartimento “Genere, sessualità e salute sessuale” presso Ifop.