2 donne su 5 scelgono l’amante tra colleghi o confidenti
Il 30 luglio si festeggia La Giornata Internazionale dell’Amicizia in tutto il mondo, ma non tutte le amicizie restano tali. Secondo i dati raccolti dall’app per gli incontri discreti Gleeden il 42% dei tradimenti femminili nasce proprio nel cerchio delle relazioni più vicine e apparentemente più innocenti: colleghi, amici di famiglia, conoscenti di lunga data. Un identikit dell’infedeltà molto lontano dall’immaginario dello sconosciuto incontrato in vacanza o online, ma che rivela quanto labile sia il confine tra affetto e desiderio.
Il luogo dove più spesso l’amicizia si trasforma in qualcos’altro è l’ambiente di lavoro o di studio: il 33% delle relazioni clandestine nasce proprio lì, tra una pausa caffè e uno straordinario di troppo. Non è da meno la sfera sociale allargata: il 9% delle infedeltà comincia in occasioni conviviali come matrimoni, feste di fidanzamento, cene tra amici o riunioni di famiglia. Contesti pensati sì per rafforzare i legami, ma che talvolta ne creano di nuovi e inattesi.
Il fascino dello sconosciuto comunque resiste e ne è preda un terzo delle donne coinvolte (33%): c’è chi ha vissuto un’avventura con una persona conosciuta in un locale o a un concerto (27%), chi in discoteca (18%), chi in un luogo pubblico come un treno, i mezzi o la palestra (9%). Le app di incontri, sorprendentemente, restano la strada meno battuta: solo il 6% delle intervistate dichiara di essersi rivolta al mondo digitale per vivere un’infedeltà.
«Questi dati ci raccontano qualcosa che va oltre la semplice statistica: anche in un’epoca sempre più connessa il desiderio femminile continua a nascere nella quotidianità, negli spazi dove la fiducia è già stata costruita, non necessariamente altrove – afferma Sybil Shiddell, country manager Gleeden per l’Italia –. Non si tratta di cercare l’ignoto, ma di riscoprire qualcosa — o qualcuno — che si credeva di conoscere già. È proprio in questa ambiguità tra affetto e attrazione che Gleeden vuole continuare a offrire uno spazio libero da giudizio, dove le donne possano vivere le proprie relazioni in totale discrezione e autonomia».