Circa 250 mila persone cercano su Gleeden il loro incontro discreto
Roma è la seconda città italiana per il desiderio proibito. Secondo un’esclusiva ricerca della piattaforma d’incontri discreti Gleeden, sono 240 mila i romani in cerca avventure extraconiugali attraverso la piattaforma.
Il profilo degli utenti
La città concentra il 16% degli 1,5 milioni di utenti totali italiani (su 14 milioni globali). Prima c’è solo Milano con il 24% Roma con il 16% (360.000 individui), dopo viene Torino con il 7% (105.000). I tre capoluoghi insieme raccolgono quasi la metà di tutti gli iscritti grazie all’alta concentrazione demografica nelle aree metropolitane.
Se invece si rapportano i dati assoluti con la popolazione residente il quadro muta in maniera sostanziale. La città con la più alta penetrazione di Gleeden in Italia, infatti è Varese con il 12,5%. Dopo vengono Bergamo (12,3%) e Como (11,8%), mentre Milano scende al settimo posto con l’8,8%. La maggioranza degli utenti iscritti all’app (51%) ha tra i 35 e i 54 anni: la fascia 45–54 anni è la più rappresentata (26%), seguita a un punto percentuale di distanza dall’intervallo 35–44 anni (25%). L’età singola più ricorrente sono i 46 anni. Si tratta di adulti nel pieno della vita lavorativa e familiare, una caratterizzazione che risulta coerente con la prevalenza geografica nelle province a più alta intensità produttiva del Nord.
L’analisi
«La nuova geografia del desiderio in Italia non divide più soltanto Nord e Sud, città e provincia, uomini e donne – spiega Sybil Shiddell, country manager per l’Italia di Gleeden -. Oggi il desiderio attraversa gli spazi vuoti della quotidianità: nasce nelle chat silenziose durante le riunioni online, nei pendolari che vivono due vite tra casa e lavoro, nei social usati come stanze segrete dell’identità. Le grandi città restano acceleratori emotivi, ma è nella provincia iperconnessa che si consuma la rivoluzione più profonda: persone apparentemente tradizionali cercano nuovi modi di sentirsi vive senza rinunciare alla stabilità. L’Italia contemporanea non tradisce perché ha smesso di credere nell’amore, ma lo fa perché pretende dall’amore tutto — sicurezza, passione, ascolto, libertà — e quando una sola relazione non riesce più a contenere questi bisogni, il desiderio si sposta altrove, seguendo mappe sempre più intime e invisibili».